PIDMed, Camera di Commercio di Salerno e Università Federico II lanciano un programma gratuito dedicato alle MPMI del turismo. Ebook, videolezioni e strumenti operativi per affrontare digitalizzazione, intelligenza artificiale, reputazione online e nuove dinamiche dei territori.
Il turismo italiano sta attraversando una fase di profonda trasformazione. Il comparto assume un peso sempre maggiore per l’economia nazionale, mentre contemporaneamente cambiano il comportamento dei viaggiatori, le modalità di prenotazione, il ruolo delle piattaforme digitali e il rapporto tra flussi turistici e territori.
È in questo scenario che nasce Turismo 5.0, il programma promosso da PIDMed – Punto Impresa Digitale Mediterraneo, la struttura per l’innovazione digitale della Camera di Commercio di Salerno, realizzata in partnership con l’Università degli Studi di Napoli Federico II.
Il progetto, sviluppato nel quadro del Piano Nazionale Industria 4.0 del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, mette gratuitamente a disposizione delle micro, piccole e medie imprese italiane una guida, un ebook, videolezioni e strumenti operativi per accompagnarle verso una trasformazione digitale maggiormente consapevole e capace di confrontarsi anche con il fenomeno dell’overtourism.
Il turismo italiano vale sempre di più
Secondo i dati ENIT riportati nel progetto, nel 2025 il turismo ha generato un impatto sul PIL nazionale stimato in circa 237 miliardi di euro.
Alla crescita economica si accompagna però una trasformazione strutturale delle modalità con cui le persone organizzano i propri viaggi.
I dati dell’Osservatorio Turismo Visit Italy presentati alla BIT 2026 mostrano che il 65% dei viaggiatori prenota le proprie vacanze online. Tra i componenti della Generazione Z questa percentuale arriva al 79%.
Ancora più significativo è il ruolo assunto dall’intelligenza artificiale: un turista su tre utilizza già l’AI nelle proprie scelte di viaggio.
Per le imprese turistiche significa confrontarsi con un cliente che ricerca informazioni, confronta alternative e spesso prende le proprie decisioni prima ancora di entrare direttamente in contatto con l’operatore.
Chi non presidia adeguatamente questi canali rischia quindi di essere assente proprio nella fase decisiva del processo di acquisto.
Digitalizzazione e competitività delle piccole imprese
Turismo 5.0 nasce in particolare per accompagnare le micro, piccole e medie imprese.
Hotel, strutture ricettive, operatori turistici e altre realtà della filiera devono oggi confrontarsi con motori di ricerca, piattaforme di prenotazione, reputazione online, social network e nuovi strumenti basati sull’intelligenza artificiale.
Il programma affronta questi temi attraverso l’ebook “Turismo 5.0. Trasformazione digitale, comunità e territori”, accompagnato da percorsi formativi e strumenti operativi.
Alla pubblicazione hanno contribuito Alex Giordano, Stefania Escobar, Gabriele Granato e Mara Normando.
Tra gli argomenti affrontati ci sono le smart destination, l’intelligenza artificiale, la presenza digitale delle imprese e la reputazione online.
La seconda grande sfida: l’overtourism
Accanto alla digitalizzazione emerge un’altra questione centrale: la pressione che i flussi turistici possono esercitare sui territori con una capacità di carico limitata.
È il tema dell’overtourism.
Turismo 5.0 propone di utilizzare gli strumenti digitali non soltanto per aumentare il numero dei visitatori, ma anche per distribuire meglio la domanda.
Significa valorizzare stagioni differenti, favorire la scoperta di destinazioni meno conosciute e costruire un’attrattività capace di durare nel tempo.
La crescita turistica, infatti, può rappresentare una straordinaria opportunità economica soltanto se non si trasforma in congestione e perdita di identità.
Otto leve per un nuovo turismo
Il modello Turismo 5.0 individua otto leve strategiche strettamente interconnesse.
La prima è la centralità della persona e delle comunità: una destinazione deve essere pensata non soltanto per chi la visita, ma anche per chi la abita, ci lavora e custodisce quotidianamente i luoghi.
Segue l’innovazione radicata nel territorio, basata su tecnologie appropriate e capaci di rispettare il genius loci.
Il terzo elemento è il rafforzamento delle micro e piccole imprese, considerate parte essenziale della filiera turistica.
La quarta leva riguarda la costruzione di data commons e sovranità digitale territoriale, affinché i territori possano conoscere i propri flussi e disporre di informazioni affidabili per prendere decisioni.
Ci sono poi la sostenibilità intesa come rigenerazione, il governo intelligente dei flussi turistici, il passaggio dal turista consumatore al viaggiatore partecipante e, infine, una governance collaborativa capace di mettere insieme istituzioni, imprese e territori.
Il turismo deve adattarsi al territorio
È proprio questo il cambio di prospettiva che caratterizza il progetto.
Secondo Alex Giordano, direttore scientifico di PIDMed, quando il territorio finisce per adattarsi progressivamente alle necessità del turista può innescarsi un processo di trasformazione di case, spazi pubblici, economie e immaginari in funzione del consumo temporaneo.
Turismo 5.0 propone il percorso inverso: è il turismo che deve imparare ad adattarsi al territorio.
Non significa limitare l’esperienza del viaggiatore, ma riconoscere che il viaggio nasce dall’incontro con una comunità e che questo incontro richiede equilibrio, ascolto e reciprocità.
L’ebook Turismo 5.0 è gratuito
Imprese e operatori interessati possono approfondire il modello attraverso la pubblicazione gratuita “Turismo 5.0. Trasformazione digitale, comunità e territori”.
L’ebook è disponibile gratuitamente all’indirizzo: https://ebook-turismo.pidmed.eu
